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Se un alieno analizzasse le nostre case, probabilmente penserebbe che lavoriamo per i nostri animali. Le case sono diventate smart, le relazioni più ibride, gli animali veri membri della famiglia. E anche la pubblicità, di conseguenza, ha dovuto aggiornarsi.
ManyPets lo fa nel modo più semplice e sorprendente possibile: con una coda.
La nuova campagna “Tailmates”, firmata dallo studio creativo 20(SOMETHING), mostra padroni e animali con la stessa coda, che si muovono insieme nella quotidianità: al mattino, a tavola, sul divano, durante le commissioni. Non è una gag. È una dichiarazione.
Gli animali non vivono più “con” noi. Vivono come noi.
Ed è da qui che parte tutto.
Addio ansia, benvenuta tenerezza
Per anni, le assicurazioni pet hanno comunicato sempre allo stesso modo: paura, emergenze, imprevisti, costi. Un linguaggio fatto di “e se succede…”.
Tailmates fa il contrario.
Non ti mostra cosa potresti perdere.
Ti ricorda perché ami.
ManyPets decide di uscire dalla narrativa del rischio e di entrare in quella della relazione. Racconta la routine, le abitudini, i piccoli rituali condivisi. Racconta la normalità. Ed è proprio lì che nasce l’emozione.
Una scelta tutt’altro che ingenua. Perché oggi il legame con gli animali è profondissimo: tre proprietari su quattro dichiarano di sentirsi più vicini al proprio pet che al partner. Un dato che dice molto su come sono cambiate le famiglie, le solitudini, le priorità.
ManyPets lo capisce. E lo trasforma in immagine.
Una piattaforma, non solo una campagna
La coda condivisa non è un’idea “carina” da esaurire in uno spot. È un segno distintivo. Un simbolo che può vivere nel tempo, declinarsi, adattarsi, diventare parte dell’identità del brand.
È quello che oggi si chiede alla comunicazione: non colpire una volta, ma sedimentare.
Come spiega il management di ManyPets, Tailmates è pensata per accompagnare la crescita del marchio, costruendo una risonanza emotiva stabile con i pet parents. Non un picco. Un percorso.
Quando la creatività incontra l’efficacia
Il romanticismo, da solo, non basta. Serve che funzioni.
E qui arrivano i numeri: secondo System1, la campagna ha ottenuto un rating di 5.9, contro una media UK di 2.4. Tradotto: è memorabile, coinvolgente, lascia il segno.
Perché non forza l’emozione. La osserva.
Merito anche di 20(SOMETHING), che costruisce una poetica del quotidiano leggera, ironica, mai stucchevole. La coda non diventa mai un gadget visivo. Resta credibile. Umana. Quasi naturale.

Un cambio culturale, prima ancora che pubblicitario
Tailmates riflette anche una trasformazione interna al business. ManyPets sta ripensando l’assicurazione come supporto continuo al benessere dell’animale, non solo come paracadute in caso di emergenza.
Meno burocrazia.
Più accompagnamento.
Più cura.
La comunicazione, in questo caso, non promette qualcosa che l’azienda non sta costruendo. È coerente. Ed è questo che la rende solida.
In un panorama dove molti brand parlano di “amore” solo per vendere, qui l’amore diventa struttura.
Con Tailmates, ManyPets dimostra che anche un settore percepito come freddo può diventare spazio di racconto, identità e appartenenza.
Una coda condivisa vale più di mille claim.
Perché rende visibile ciò che già sappiamo: oggi, per milioni di persone, amare un animale è una forma di famiglia.
E quando un brand riesce a dirlo senza retorica, senza paura, senza forzature, ha già fatto la cosa più difficile: diventare rilevante.
Parola di Eufemia.











