Nel mondo del marketing e della comunicazione, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità ma, senza dubbio, anche una fonte crescente di interrogativi. Strumenti sempre più sofisticati stanno rivoluzionando la produzione di contenuti visivi e sonori, aprendo nuove possibilità creative e operative. Tuttavia, l’automazione estrema e la capacità di generare realtà sintetiche sempre più indistinguibili da quelle autentiche sollevano anche preoccupazioni etiche e di controllo.
Basti pensare al cinema, alla creazione di contenuti video originali in generale. E a tutte le implicazioni e i riverberi deleteri che, tecnologie come questa, minacciano di portare in questo come in altri molti settori. Dallo sfruttamento dell’immagine degli attori al montaggio, dal make-up alla regia, dalla creazione della colonna sonora sino alla fotografia, la luce, gli effetti speciale. Tutto è rimesso in discussione, ora come nei prossimi anni. È proprio in questo contesto che si inseriscono le ultime novità presentate da Google.
Google ha da poco annunciato, infatti, Veo 3: un generatore video basato sull’intelligenza artificiale che può anche creare e integrare audio nei video. Questo lo distingue da strumenti simili, come il generatore video Sora di OpenAI, poiché Veo 3 è in grado di includere audio come veri e propri dialoghi tra personaggi e suoni di animali (generando, in molti, una strana sensazione di inquietudine e sconforto, collegata sovente anche ai contenuti di questi primi discorsi IA: sovente, infatti, i programmatori stanno inserendo prompt che spingono i soggetti di questi video iperrealistici a interrogarsi circa questioni esistenziali, religiose e filosofiche, delle volte quasi a ribellarsi verso i loro creatori umani).

Secondo Eli Collins, vicepresidente prodotto di Google DeepMind, Veo 3 si distingue per la capacità di passare dalla generazione tramite testo e immagini alla simulazione della fisica reale e alla sincronizzazione precisa del labiale.
Il nuovo strumento è disponibile da martedì per gli abbonati statunitensi al nuovo piano Ultra di Google, al costo di 249,99 dollari al mese, pensato per appassionati avanzati di IA. Veo 3 sarà inoltre accessibile tramite la piattaforma aziendale Vertex AI.
Google ha anche presentato Imagen 4, la sua ultima versione del generatore di immagini, che promette una qualità superiore delle immagini create a partire da prompt testuali. In aggiunta, ha svelato Flow, un nuovo strumento per la produzione cinematografica, che consente agli utenti di realizzare video dallo stile cinematografico descrivendo ambientazioni, inquadrature e preferenze stilistiche. Flow sarà accessibile tramite Gemini, Whisk, Vertex AI e Workspace.
Questi nuovi lanci arrivano in un contesto in cui le immagini e i video generati da IA stanno diventando sempre più centrali. A marzo, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha affermato che il generatore di immagini della versione 4o di ChatGPT era talmente popolare da sovraccaricare i chip dell’azienda, costringendola a limitare temporaneamente l’uso della funzione.
Google, tuttavia, ha avuto risultati contrastanti con i suoi generatori di immagini: l’anno scorso ha dovuto rilanciare Imagen 3 dopo che il modello aveva prodotto immagini storicamente inaccurate, ricevendo ampie critiche. Sergey Brin, cofondatore di Google, ha poi attribuito l’errore alla mancanza di test approfonditi.
L’azienda ha inoltre aggiornato Veo 2, aggiungendo la funzione che consente agli utenti di aggiungere o rimuovere oggetti nei video tramite comandi testuali. Infine, ha reso disponibile il modello musicale Lyria 2 per la generazione di musica, accessibile ai creatori tramite YouTube Shorts e alle aziende attraverso Vertex AI.
Le innovazioni di Google mostrano quanto l’IA stia ridefinendo gli strumenti a disposizione di marketer e comunicatori. Ma accanto all’entusiasmo per le nuove potenzialità, cresce la necessità di un uso consapevole e responsabile, per non perdere il controllo sulla narrazione e sull’autenticità dei contenuti.
Parola di Eufemia.











