Gli incoraggianti dati europei sullo sviluppo di tecnologie assistive
Com’è sempre più chiaro, anche agli occhi dei pochi scettici, l’intelligenza artificiale e la robotica stanno diventando strumenti fondamentali per migliorare la vita quotidiana degli esseri umani, in particolare per le persone con disabilità. I dispositivi assistivi, come gli esoscheletri e i robot per la mobilità, permettono con sempre maggiore efficacia a chi ha difficoltà motorie di muoversi con un’autonomia impensabile solo qualche decennio fa. Inoltre, l’IA è integrata in applicazioni che supportano la comunicazione per chi ha problemi linguistici o uditivi, come i traduttori vocali e i sistemi di sintesi vocale. I software intelligenti aiutano anche a gestire le attività quotidiane, come la pianificazione e il monitoraggio della salute. Grazie a questi progressi, le persone disabili possono godere di una vita più indipendente e inclusiva: il futuro, insomma, (perlomeno su questo versante) pare proprio promettente.
La Giornata internazionale delle Persone con Disabilità
In occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) ha pubblicato un nuovo rapporto sulle tendenze dei brevetti riguardanti i robot che migliorano la vita delle persone con esigenze speciali. Il rapporto mostra come i dati sui brevetti possano rivelare tendenze nelle tecnologie emergenti, aiutando ricercatori, investitori e decisori politici.
Il rapporto sulla robotica assistiva
Il rapporto analizza le tendenze dei brevetti nella robotica assistiva per persone con esigenze speciali, un campo focalizzato sullo sviluppo di sistemi robotici per il supporto quotidiano, la riabilitazione e la recupero. In particolare, il rapporto si concentra su sei concetti robotici: robot collaborativi (“cobot”), robot terapeutici, deambulatori robotici, esoscheletri assistivi, piattaforme mobili robotiche e robot umanoidi e per animali (ad esempio per supporto emotivo).
“Lo studio – spiegano i ricercatori – ha esaminato oltre 25.000 invenzioni presentate negli ultimi cinquant’anni da richiedenti di oltre 80 paesi, basandosi su dati brevettuali pubblicamente disponibili. Il rapporto non solo fornisce approfondimenti sulle tendenze emergenti in questo campo tecnico, ma aiuta anche a comprendere meglio le sfide quotidiane affrontate dalle persone con disabilità, illustrando l’interazione potente tra tecnologia e medicina”.

Risultati principali
• Il numero di invenzioni nel campo della robotica assistiva è aumentato di oltre 20 volte negli ultimi vent’anni, con un picco di quasi 600 famiglie di brevetti internazionali (IPF) nel 2020.
• Questo aumento dell’attività brevettuale nel campo della robotica assistiva supera di gran lunga la crescita media dei brevetti in altri settori tecnici, che è stata del 86% nello stesso periodo.
• Le prime cinque posizioni nella classifica dei richiedenti più attivi in robotica assistiva sono occupate da aziende e università giapponesi e sudcoreane.
• I paesi con il maggior numero di brevetti in questo settore includono Corea, Giappone, Europa e Stati Uniti.
Esempi ispiratori
Un esempio significativo evidenziato nel rapporto è Elena García Armada, vincitrice del Premio Inventore Europeo 2022, che ha sviluppato un esoscheletro robotico per bambini su sedia a rotelle. Il suo dispositivo adattabile consente loro di camminare durante la riabilitazione, migliorando il benessere e la speranza di vita.
Cos’è la robotica assistiva?
I robot assistivi, come ormai avrai capito, sono dispositivi progettati per aiutare individui con limitazioni fisiche o cognitive a svolgere compiti che potrebbero essere difficili o impossibili senza assistenza. Vengono utilizzati per supportare le attività quotidiane, migliorare la mobilità, fornire riabilitazione e aumentare l’indipendenza e la qualità della vita di utenti come anziani, persone con disabilità o in fase di recupero.
I dati, tirando le somme, sono più che incoraggianti, soprattutto per quanto concerne il nostro contesto europeo. Gli esempi positivi, inoltre, sono abbondanti, come avremo modo di approfondire nelle nostre prossime rubriche di “cose utili”, dedicate per l’appunto a case studies pratici in cui queste novelle tecnologie di supporto vengono applicate con successo e stupore.
Parola di Eufemia.











