Certo, le ingiustizie perpetrate nei confronti di un’intera comunità per secoli e la cultura di riscatto che risiedono saldamente alle spalle di eventi come l’ormai rinomato “Black History Month” possiedono le proprie radici oltreoceano, più propriamente negli Stati Uniti d’America.
Poiché, però, l’annosa problematica del razzismo (conscio e meno conscio) e il rispetto (nonché la celebrazione) della diversità in tutte le sue forme non possiedono confini circoscritti, ma dilagano in tutto il globo, è prassi da qualche anno l’organizzazione di eventi e campagne mediatiche in questo settore anche per quanto concerne il nostro Paese.
Parliamo, caro lettore, proprio del mese di febbraio, che stiamo accompagnando alla sua naturale conclusione. In queste settimane, di fatti, l’Italia si unisce alle celebrazioni del Black History Month, un appuntamento internazionale nato per valorizzare la storia, la cultura e i successi delle comunità afrodiscendenti. Nato negli Stati Uniti nel 1926 grazie allo storico Carter G. Woodson, il Black History Month ha assunto una rilevanza globale, stimolando riflessioni anche in Italia su temi come il colonialismo e le sfide dell’integrazione.
Svariate le manifestazioni sul suolo nostrano che si sono svolte o si svolgeranno nei giorni rimanenti del mese. Tutte articolate, per la maggior parte, in quattro poli urbani di rilevanza: Torino, Milano, Firenze e Roma.
A Torino, la quarta edizione dell’evento si caratterizza per una programmazione diffusa che coinvolge 20 luoghi storici tra la città e i comuni limitrofi come Rivalta di Torino, Pino Torinese, Carmagnola e Collegno. Organizzata dall’Associazione Donne dell’Africa Subsahariana e della Seconda Generazione, la rassegna prevede oltre 80 iniziative che spaziano tra concerti, mostre, spettacoli, laboratori, cene e dibattiti. Le attività sono guidate da tre tematiche principali: storie, arte e sport. In particolare, il focus sull’arte vede la partecipazione di artisti afrodiscendenti e africani che esplorano l’evoluzione delle forme espressive, dalle più tradizionali alle più innovative. Tra gli enti coinvolti figurano i Musei Reali di Torino, le Residenze Reali Sabaude, il Museo del Cinema, il Polo del ‘900 e il MAO.

L’associazione Black History Month Milano, invece, accoglie sei artisti afrodiscendenti in residenza per tutto il mese di febbraio. Durante questo periodo, gli artisti realizzeranno opere ispirate al tema delle “Inequalities”, che sarà il fulcro della 24ª esposizione internazionale della Triennale, in programma da maggio a novembre 2025. I risultati delle residenze saranno esposti con libero accesso durante il programma espositivo della Triennale, offrendo al pubblico una narrazione visiva delle complessità sociali ed economiche della città.
Firenze, poi, è stata pioniera del Black History Month in Italia dal 2016 grazie a Justin Randolph Thompson, fondatore dell’associazione BHMF e promotore del Recovery Plan, spazio dedicato alla produzione culturale afrodiscendente. Per la decima edizione, in collaborazione con il MAD Murate Art District e la Fondazione MUS.E, si sviluppa un programma sul tema “Tempo Rubato” con due mostre principali: “Divorando le pietre” di Georges Adéagbo e “William Demby: Tremendous Mobility”. Le mostre saranno visitabili dal 6 febbraio al 4 maggio presso le Murate, all’interno di un percorso che riflette sul valore del tempo e sulla memoria storica.
All’American Academy di Roma, per finire, il Black History Month è celebrato con la proiezione del documentario “Il Rinascimento Nascosto. Presenze Africane nell’Arte” (2022). Diretto da Cristian di Mattia e scritto da Francesca Priori, il film esplora le rappresentazioni spesso ignorate di personaggi africani in opere rinascimentali italiane. La programmazione continuerà fino al 20 marzo con il ciclo di workshop, letture e performance intitolato “There’s Always More”.
Insomma, con un ricco calendario davvero ricco d’iniziative, il Black History Month 2025 rappresenta senz’altro un’occasione più che significativa, in grado di promuovere degnamente la riflessione sulla diversità e il contributo culturale delle comunità afrodiscendenti in Italia.
Parola di Eufemia.











