Crediamo che le previsioni non siano mai un affare roseo e dalle fondamenta rigide, a maggior ragione quando ad abbandonarvisi sono economisti e non profeti di professione. Eppure, eccezione alla regola, un buon calcolo preventivo può possedere caratteristiche sicure e una rotta più o meno certa se supportato dallo studio, dall’attenzione per i particolari e dalla moderazione.
Qualità che senza alcun dubbio non mancano nel bagaglio di Tim Ringel, global CEO di un gruppo di marketing internazionale di nuova generazione chiamato Meet The People. Proprio per questo, sentiamo di poterci fidare, perlomeno per una rapida panoramica, circa alcune sue previsioni riguardanti l’anno appena iniziato in diversi settori produttivi.
Marketing U.S.A.
Tim Ringel prevede una solida crescita del mercato pubblicitario statunitense nel 2025, con un incremento superiore al 10%. Questo risultato, a suo avviso, sarà favorito dall’agenda pro-business, pro-lavoro americano e di riduzione della regolamentazione promossa dal Presidente eletto durante le elezioni: “A ciò va aggiunto il taglio dei tassi d’interesse, che garantirà maggiore liquidità e incentiverà le aziende a investire in campagne e marchi nazionali, oltre che nei media. Negli ultimi due anni, molte aziende si sono concentrate sul controllo dei costi, e ciò ora le mette in condizione di investire in un ciclo economico in crescita. Il settore pubblicitario, tipicamente, beneficia precocemente di questi cicli positivi”.
Marketing nel resto del mondo
Altri mercati, come il Canada, che si prepara alle elezioni, e alcuni paesi europei come la Germania, potrebbero non riuscire a seguire lo stesso trend economico positivo degli Stati Uniti a causa di maggiore incertezza. “Il Regno Unito – ha però specificato l’esperto – potrebbe, invece, beneficiare del trend positivo statunitense grazie alle sfide già superate negli ultimi tre anni, come Brexit e le elezioni, e alla stretta relazione economica e finanziaria con gli USA”.
IA
Il 2025 sarà un anno di forte attenzione verso l’intelligenza artificiale, sostenuta dalla liquidità proveniente da Private Equity, Venture Capital e mercati del debito, che cercano settori con rapida crescita dei ricavi. Aziende come OpenAI, Anthropic e xAI trarranno vantaggio dall’aumento significativo del loro utilizzo da parte dei consumatori e delle aziende, tuttavia: “Nel settore pubblicitario, l’adozione dell’IA aumenterà, ma emergerà la consapevolezza che questa tecnologia non può ancora fare tutto. Questo stimolerà nuove idee, come la creazione di categorie dedicate all’IA nei premi di settore, ma la trasformazione completa verso l’IA richiederà più tempo, probabilmente fino al 2026/2027”.

Dati
Nel 2025, si inizierà a discutere e potenzialmente a disputare su questioni di sicurezza e proprietà dei dati nel settore pubblicitario: “L’uso non regolamentato di dati utente, clienti o proprietari tramite strumenti di IA pubblicamente disponibili rappresenta un rischio crescente. Questi dibattiti, secondo me, potrebbero intensificarsi nel 2025 e diventare una questione cruciale entro il 2026”.
Innovazione
Infine, per quanto concerne l’innovazione in generale, si prevede un significativo passo in avanti proveniente dalle aziende di IA e dagli strumenti sviluppati internamente dalle agenzie: “Potrebbero emergere unità di consulenza/trasformazione basate sull’IA all’interno di grandi conglomerati e società di consulenza”.
Insomma, nonostante ciò, nel 2025 non ci si aspetta innovazioni dirompenti oltre all’IA. Se TikTok non verrà vietato dal nuovo presidente (scenario probabile secondo Ringel, e ancora di più secondo noi ascoltate le parole – e visto gli ospiti – di Trump durante la cerimonia del suo insediamento) assisteremo a un grande sviluppo del cosiddetto social commerce tramite TikTok Shops negli Stati Uniti, un trend già dominante in Asia.
Parola di Eufemia.











