L’architettura rientra, senza alcun dubbio, a pieno titolo fra i fiori all’occhiello della tradizionale maestria e genialità nostrana. Da decenni, anzi da secoli, un vero e proprio punto saldo del made in Italy. Da 19 anni a questa parte, per celebrare proprio questo mondo così sfaccettato e complesso, si tiene a Venezia una delle più importanti rassegne nazionali e internazionali d’architettura, una vera e propria Biennale a tema. Stiamo parlando, i più ferrati nella materia l’avranno senz’altro già intuito, della rinomata Mostra Internazionale di Architettura. Curata da Carlo Ratti, architetto e ingegnere che insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e al Politecnico di Milano (Ratti dirige il Senseable City Lab del MIT ed è cofondatore dello studio CRA-Carlo Ratti Associati, con sedi a Torino, New York e Londra), l’evento è giunto come accennato alla sua smagliante diciannovesima edizione.
Intelligens. Naturale. Artificiale. Collective. Questo il titolo scelto per l’edizione di quest’anno, che si terrà dal 10 maggio al 23 novembre 2025 nei Giardini, all’Arsenale e in varie sedi veneziane.
Un nuovo paradigma per l’architettura
Secondo Ratti, l’architettura oggi si trova in una fase cruciale: “deve affrontare il tempo dell’adattamento. La mostra vuole stimolare una riflessione sul ruolo dell’intelligenza, in tutte le sue forme – naturale, artificiale, collettiva – nel ripensare l’ambiente costruito”.
Il termine latino “Intelligens”, scelto come titolo, include al suo interno “gens” – “persone” – a sottolineare l’importanza del coinvolgimento attivo e della partecipazione nella trasformazione del nostro habitat. Il curatore ha poi affermato che l’architettura deve farsi più inclusiva, interdisciplinare e generazionale, attingendo non solo dalle scienze e dalle arti, ma anche imparando dalla ricerca scientifica.

Una mostra laboratorio: inclusiva e collaborativa
Intelligens sarà concepita come un laboratorio in movimento, dove collaborano esperti di ogni ambito del sapere. Per la prima volta, la Biennale ospiterà oltre 750 partecipanti: non solo architetti e ingegneri, ma anche climatologi, matematici, filosofi, artisti, cuochi, programmatori, scrittori, artigiani, agricoltori e stilisti.
Il processo di selezione è stato aperto e partecipativo, grazie all’iniziativa “Space for Ideas” (7 maggio – 21 giugno 2024), che ha già ricevuto una risposta globale imponente. Questo approccio ha permesso di scoprire nuovi talenti emergenti, spesso lontani dai radar tradizionali.
Tra i partecipanti figurano Pritzker Prize, ex curatori della Biennale, premi Nobel, accanto a giovani alla loro prima esperienza professionale. Le generazioni si mescolano, con team composti anche da professionisti di 90 anni. Questa varietà rappresenta un impegno concreto verso la pluralità di visioni.
Collaborazioni globali e numeri chiave
Nel tempo dell’adattamento, la Biennale non può di certo agire da sola. Intelligens, infatti, ha stretto collaborazioni con organizzazioni internazionali come il Soft Power Club, la Davos Baukultur Alliance, il C40, la COP30 delle Nazioni Unite, tra molte altre.
Eccoti alcuni numeri della mostra:
• Oltre 750 partecipanti (tra individui e organizzazioni);
• Più di 280 progetti;
• Oltre 500 membri in team interdisciplinari;
• Più di 350 partecipanti in gruppi multigenerazionali;
• Più di 250 team guidati da donne;
• Oltre 375 team transnazionali.
Il leitmotiv della mostra sembra proprio essere il voler mettere in discussione la classica figura dell’architetto-autore solitario, andando invece a proporci un modello più collaborativo e condiviso, ispirato al metodo scientifico. Insomma: ogni voce che contribuisce alla progettazione deve essere riconosciuta e valorizzata!
Parola di Eufemia.











