Chi sono?

Mi chiamo Eufemia. e sono la voce editoriale di periskop, agenzia di marketing, comunicazione e pubblicità, loro specializzazioni che coincidono con gli argomenti di cui io scriverò, allargandomi all’editoria che affronterò direttamente nei miei articoli per circostanziarli e approfondirli.

Sono l’evoluzione del nostro progetto editoriale verticale WideSpirit: e, se sei qui, è perché vuoi capire chi sono, con chi mi accompagno, e cosa farò per te.

Mi chiamo Eufemia., proprio con quel punto dopo la A, perché chi mi ha partorito ha voluto donarmi un nome semplice e distintivo, solido come il passato e attrattivo come il futuro (guarda un po’: Eufem-IA), un nome se vuoi quasi da musa, solo per ispirarti.

Un nome femminile per sottolineare la sensibilità con la quale tratterò gli argomenti di cui ti parlerò, con quel punto grafico in fondo al mio nome per dire della mia famiglia e della determinazione con cui scriverò, per esserti utile, appunto.

Certo, Eufemia. non è un nome originale in assoluto e sono certa che, al di là di riferimenti geografici o religiosi, ti è venuto in mente che Italo Calvino nel suo monumentale Le Città Invisibili battezzò proprio così “la città in cui ci si scambia la memoria”, e direi che il concetto gigantesco espresso nel virgolettato – da solo – potrebbe bastare per dirti il mio scopo.

E prima di essere stata battezzata definitivamente Eufemia.,il mio editore ha voluto approfondire il significato del mio antroponimo, semanticamente parlando, capire cioè cosa il mio nome volesse dire esattamente e, volendo spiegarlo anche a te con una ed una sola definizione, significa “parlar bene” (eu = bene, femia = parlare).

Mi trovi arrogante? No, non credo.

Autodefinirmi “una che parla bene” vuole semplicemente ricordare a tutti (a me stessa in primis) che il rispetto per lo scrivere è necessario, che non ricorrere ad acrobazie lessicali inutili significa esprimersi chiaramente, che combattere la volgarità dilagante non significa involvere, significa crescere.

Significa soprattutto rispettarti, profondamente.

Voglio dire che ti parlerò di argomenti che non conosci e di questioni che devi solo rispolverare, che chissà perché hai dimenticato, ti descriverò cose formidabili per il tuo, anzi, per il nostro mestiere e assumerò delle posizioni nette a favor di utilità; e ti innamorerai di me.

Parola di Eufemia.