Un canale che andrà sempre dritto al cuore del pubblico, che tratterà il marketing, la comunicazione e la pubblicità solo per esserti utile.
Ecco cos’è Eufemia e, come prima cosa, fatti dire grazie per essere qui.
Fatti dire grazie perché se le capacità predittive di Eufemia hanno dimostrato che sei una persona che (in gergo tecnico) si chiama early adopter, capace di individuare e far tue le grandi novità, hai anche deciso di capire per bene perché è nata Eufemia.
Te lo spiegheremo, certo, ma prima lascia che ti raccontiamo una storia.

L’Attilio e la dottoressa.
“Buongiorno Attilio”
“Buongiorno dottoressa! Come sta quest’oggi?”
……
“Senta Attilio, mi da 80 grammi della solita bresaola per favore?”
“Volentieri dottoressa ma posso proporle una novità?”
“Mmmm… non saprei, lo sa che sono abitudinaria”
“Faccia così, assaggi questa slinzega della Valsassina e se non le piacerà le darò il solito”
…..
“Caspita, che buona Attilio, aveva ragione come al solito, me ne dia un etto – anzi – due!”
La situazione appena descritta cristallizza l’atteggiamento di una persona certa dei propri mezzi (dei propri prodotti, nella fattispecie l’Attilio) che si espone a persone apparentemente refrattarie alle novità (la dottoressa).
Situazione analoga a quella a cui ci stiamo esponendo, cioè il tentativo di farti appassionare ad Eufemia., il nostro nuovo magazine digitale che proprio oggi – 14 dicembre 2024 – fa il suo esordio pubblico in un mercato ad altissimo tasso di competizione ma con tutto a posto per convincerti a seguirci.
Ma torniamo all’Attilio e alla dottoressa.
Attilio è un appassionato gastronomo, ha aperto una bottega in città e per non farsi sbranare dalla GDO sa di dover insistere sulla ricerca, per differenziarsi, trasmettere passione per il suo mestiere e approcciare i clienti con metodo, per convincerli.
Attilio investe molto tempo a selezionare e sperimentare prodotti straordinari, prelibatezze nel suo caso. Proprio come fai tu qualunque sia il tuo mestiere: perfezioni in continuo il tuo prodotto perché è la pietra angolare del tuo successo. Giusto?
Attilio lo sa, come sa che non basta presidiare i canali di comunicazione con campagne formidabili o CTA scoppiettanti per portare il pubblico in negozio, sa che non deve deluderlo quando se lo troverà di fronte, sa che non dovrà proporre l’improponibile, sa che dovrà essere utile senza essere servile, a favor di reputazione.

La dottoressa, invece, è la tua vicina di casa, è il dirimpettaio della tua attività, è il collega col quale passi gran parte del tuo tempo vitale, è il tuo cliente più impegnativo: è una persona che non vuol perdere troppo tempo e per ciò che spende desidera il massimo; e odia le delusioni perché la fanno dubitare delle sue capacità di discernimento.
Ma dopo l’esercizio della slinzega, la dottoressa ci torna spesso dall’Attilio, anche se le costa una deviazione dal tragitto ideale casa-ufficio, anche se le costa qualche euro in più (al chilo, attenzione), perché Attilio ha imparato a conoscerla bene, non forza mai una vendita col risultato che la dottoressa fa la spesa con tutta la calma che serve per portarsi a casa quei prodotti del Bengodi che la “gastronomia dell’Attilio” offre, e lo scontrino medio (guarda un po’) sale.
E poi cosa succede?
La relazione diventa di lungo corso, la dottoressa parla di lui ad amici e conoscenti perché ne è diventata preziosissima ambasciatrice, fiera di sostenere una persona che non la deluderà perché, di riflesso, ciò comunicherà il suo spessore alle persone del suo universo di riferimento: si dice leader?
La dottoressa si è resa conto di quanto ha guadagnato in termini qualitativi, la sua paura di abbandonar la vecchia bresaola per la nuova slinzega è sparita del tutto, il rischio che ha scelto di correre s’è rivelato intelligentissimo e, appunto, ne parla mare magnum.
E l’Attilio prospera, senza fare sconti ai fondamentali che l’hanno visto avviare la sua impresa che ha in mente di far scalare, una storia che non vuole apparire (ai milanesi soprattutto) quella del Giannasi, “quell del pulaster” di corso Lodi, un racconto che varrebbe la pena che Eufemia ti raccontasse prima o poi, col proprio stile, perché è già un caso di marketing.
Fine della storia, passiamo ad Eufemia.

L’obiettivo degli obiettivi.
Eufemia diventerà il magazine digitale di riferimento per il marketing, la comunicazione e la pubblicità (ah già, anche gli eventi); ce la farà perché s’è data un traguardo di lungo periodo per centrare i risultati, ha radunato a sé tutti gli elementi indispensabili per distinguersi senza alcun timore reverenziale, per conquistare autorevolezza.
Risorse fondamentali.
Eufemia, come la slinzega dell’Attilio, sgomiterà in un mercato (apparentemente) affollato appoggiandosi ad un business plan solido, una squadra esperta, un piano di crescita sostenibile e a tutta la tecnologia che serve, all’insegna della flessibilità, e ad un budget.
Budget.
Gli investimenti, parentesi doverosa, andranno per la maggior parte verso gli autori, verso la tecnica editoriale e su un’infrastruttura tecnologica robusta, flessibile e pronta a scalare, per garantire ai lettori di Eufemia un ecosistema di comunicazione immediato e utile.
I lettori di Eufemia.
Eufemia si rivolgerà a chi vive di marketing, di comunicazione, di pubblicità e di eventi, persone come te, professionisti del settore insomma.
E, con almeno un paio di rubriche (stiamo scommettendo) attrarremo una cospicua quantità di “semplici appassionati”, persone che qualche lustro fa popolavano il Cinema Mexico di Milano per non perdersi “La Notte dei Pubblivori” per esempio, persone che senza essere degli specialisti se ne trovavano seduti a fianco.
Contenuti di valore.
Niente fotocopie. Eufemia produrrà contenuti esclusivi, originali e dunque utili, vedrai.
Contenuti che saranno fruibili – sempre e comunque – attraverso un front-end (la vetrina dell’Attilio) allo stato dell’arte dicevamo, organizzato per mai disorientarti.
Cresceremo sostenibilmente.
La strategia di crescita organica che abbiamo impostato farà il paio con una velocità di crociera adatta a sostenerla, riverseremo su Eufemia un impegno totale e quelle capacità in ambito SEO che il mercato riconosce come formidabili.

Ad ogni modo, non smetteremo mai di mettere a posto il prodotto, sennò cosa ti abbiamo raccontato a fare dell’Attilio e della dottoressa?
No, Eufemia non è un esperimento.
Eufemia è l’evoluzione di un canale che è stato la nostra palestra, dedicato ad una sola industry inizialmente (prima di allargarci) che molte persone del cluster wine & spirit conoscono e apprezzano: grazie WideSpirit.
Eufemia non è stata battezzata così a caso.
Deve il suo nome ad una impegnativa attività di branding svolta con metodo, creatività e ricerca, un’attività che ti sarà utile conoscere perché è un esempio di come risolviamo i brief a casa periskop arrivando a dotarla di un payoff che esplicita vision & mission di Eufemia e palesa chiaramente la nostra promessa (e non solo di marketing).
E tu? Come puoi sostenere Eufemia?
Per crescere e propagarci, contiamo su di te, come Attilio ha potuto contare sulla dottoressa, speriamo (da subito) perché la schiettezza con la quale ti stiamo parlando farà il paio col garbo e l’utilità dei contenuti che diffonderemo, sempre.
Chissà, magari raccontando di te alla nostra audience.
Parola di Eufemia.











