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Oggi sempre più eventi culturali cercano qualcosa di diverso: coinvolgere, far partecipare, creare relazioni. L’arte non è più soltanto oggetto, ma processo.
È anche in questa direzione che guarda il progetto del Padiglione Italia per la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Venice Biennale, presentato al Ministero della Cultura. Il titolo è “Con te con tutto”, un’installazione su larga scala che unisce scultura, pratiche collaborative e dimensione collettiva.
Il progetto è affidato all’artista Chiara Camoni con la curatela di Cecilia Canziani e sarà allestito negli spazi dell’Arsenale, uno dei luoghi simbolo della Biennale.
Un padiglione pensato come spazio collettivo
Il cuore dell’esposizione è l’idea di un padiglione che funzioni come spazio di convocazione pubblica. Non una semplice mostra, ma un ambiente in cui le opere diventano strumenti di relazione tra le persone e il mondo che le circonda.
Come spiega la curatrice Cecilia Canziani:
“Il titolo esprime l’idea di un padiglione concepito come uno spazio collettivo. La mostra è pensata come una convocazione pubblica in cui le opere diventano strumenti di relazione tra le persone e con il mondo.”
L’intero spazio delle due Tese dell’Arsenale sarà trasformato in un ambiente unitario costruito a partire dalla pratica artistica di Camoni e dal contesto relazionale in cui il suo lavoro prende forma.
Una foresta di sculture
La prima parte dell’installazione presenterà una serie di sculture disposte come una sorta di foresta di figure.
Realizzate principalmente in ceramica con tecniche tradizionali come la lavorazione a colombino, le opere avranno dimensioni umane e saranno collocate direttamente sul pavimento, senza piedistalli o strutture espositive.
L’obiettivo è creare un confronto diretto tra il corpo del visitatore e quello delle sculture, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente di relazione fisica e simbolica.
Lo studio come architettura abitabile
La seconda parte del padiglione introdurrà invece una dimensione più domestica e orizzontale. Lo spazio sarà organizzato come una sorta di architettura abitabile ispirata allo studio dell’artista, con oggetti, opere e materiali provenienti da contesti diversi.
Elementi naturali e componenti di scarto industriale convivranno nello stesso ambiente, suggerendo una riflessione sul paesaggio contemporaneo come luogo di incontro tra natura e trasformazioni umane.
Come spiega l’artista Chiara Camoni:
“Il titolo Con te con tutto rappresenta una dichiarazione di apertura verso gli altri e verso il mondo.”
Arte come processo condiviso
Un elemento centrale del progetto è la dimensione collaborativa.
Il lavoro di Camoni nasce spesso da processi condivisi con una comunità di amici, artisti, studenti e collaboratori di generazioni diverse. La mostra porterà questa dimensione all’interno del padiglione, trasformando la pratica artistica in un processo aperto.
All’interno dell’esposizione sarà presente anche una sezione intitolata Dialogues, curata con Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli, che metterà in relazione le opere di Camoni con lavori e oggetti di altri artisti.
Sono inoltre previsti interventi performativi, un’opera video realizzata per l’occasione e un articolato programma pubblico.

Accessibilità e partecipazione
Il progetto dedica particolare attenzione all’accessibilità, con strumenti pensati per permettere a pubblici diversi di vivere l’esperienza espositiva.
Tra le iniziative previste, un programma promosso dalla Fondazione Amplifon consentirà a circa 30.000 persone ospitate in residenze assistite in Italia e all’estero di visitare virtualmente il padiglione. Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Nero Editions.
Il significato del progetto per la Biennale
Durante la presentazione, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha sottolineato la coerenza del progetto con la visione curatoriale della Biennale 2026, guidata da Koyo Kouoh.
Per descrivere la dimensione relazionale dell’opera, Buttafuoco ha evocato un termine della tradizione letteraria italiana legato a Dante Alighieri: “intuarsi”, ovvero il riconoscimento reciproco tra soggetti.
Secondo il presidente, il progetto di Camoni sviluppa proprio questa idea di relazione: un rapporto simultaneo con l’altro e con il mondo, sintetizzato nel titolo “Con te con tutto”.
La Biennale di Venezia non è soltanto una delle piattaforme più importanti dell’arte contemporanea: è anche un laboratorio di visioni culturali. Con “Con te con tutto”, il Padiglione Italia sembra voler spostare l’attenzione dall’opera come oggetto all’arte come relazione. Non più solo qualcosa da guardare, ma qualcosa da abitare, attraversare e condividere. Un cambio di prospettiva che racconta molto del modo in cui oggi pensiamo l’esperienza artistica.
Parola di Eufemia.
Estetica relazionale











