Un sogno lucido o un inquietante incubo? Questo uno dei quesiti più impellenti e martellanti che ci hanno ossessionato durante la nostra visita immersiva negli spazi dedicati ai più oscuri meandri della brillante mente di Tim Burton. Spazi che ti consigliamo vivamente di visitare e che pulsano di vita, inseriti fra le mura della location ospitante: la Fabbrica del Vapore di Milano. Insomma, un’occasione per ispirarsi e lasciarsi ispirare, per connettersi a un universo creativo straordinario che unisce da decenni cinema, animazione, letteratura, marketing e merchandising di gradissimo successo.
C’è tempo fino al 9 di marzo per assaporare l’intelligente e coinvolgente disposizione studiata per il “Tim Burton’s Labyrinth” (questo il titolo ufficiale della mostra-esperienza).
Un percorso labirintico che si snoda tra oltre 300 possibili itinerari, consentendo a ciascun visitatore di vivere un viaggio effettivamente unico attraverso le ambientazioni dei suoi film più iconici, come “Edward Mani di Forbice”, “Nightmare Before Christmas”, “Alice in Wonderland” e la recente serie-Netflix “Wednesday”. La scelta, dunque, la personalizzazione dell’avventura, come uno dei caratteri peculiari e più azzeccati fra le scelte applicate dagli ideatori.
“Ogni stanza del labirinto è un mondo a sé – spiegano proprio questi ultimi, rappresentati dal coordinatore creativo Álvaro Molina – caratterizzato da atmosfere, colori e temperature distintive. Oltre a figure a grandezza naturale tratte dai set dei film, la mostra include più di 150 disegni e bozzetti originali di Burton, offrendo un’immersione nell’evoluzione artistica e narrativa del regista. Questi disegni, spesso animati per l’occasione, rappresentano non solo i personaggi celebri, ma anche figure meno conosciute, dando vita a un universo alternativo e affascinante. Il concetto del labirinto, come i più ferventi appassionati del genere già avranno capito, riflette la mente di Tim Burton. Un intricato spazio pieno di personaggi e mondi contrastanti: non solo oscuri, ma luminosi e pieni di gioia. La mostra non è solo un’esplorazione estetica, ma anche psicologica e narrativa, in cui il visitatore entra in sintonia con le emozioni che hanno ispirato Burton nella creazione delle sue opere”.

Un successo di mercato prevedibile, dove però nulla è stato lasciato al caso. Basti pensare agli oltre 50.000 biglietti venduti in prevendita e una previsione di oltre 200.000 visitatori. Una mostra che non solo entusiasma i fan di lunga data, ma affascina anche i nuovi visitatori, compresi i più giovani, grazie alla combinazione di tecnologia, teatralità e l’unicità del percorso.
Molte anche le figure della politica, meneghina e non, coinvolte nell’entusiasmo per la mostra. In prima fila l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, il quale ha sottolineato l’importanza della Fabbrica del Vapore come luogo perfetto per ospitare un progetto così onirico e site-specific: “La mostra non solo celebra il cinema e l’arte, ma offre una visione plastica e fisica dell’universo di Burton, mettendo in risalto anche costumi e bozzetti che lo rendono unico.”
Infine, come hanno commentato alcuni analisti di settore, nonché fra i primi soddisfatti visitatori: “L’uso di simbolismo, di un’estetica distintiva e di una continua interazione sensoriale possono ispirare strategie di branding più innovative e capaci di connettersi a un livello profondo con le emozioni dei consumatori”.
Tim Burton’s Labyrinth è molto più di una mostra: è un’esperienza multisensoriale che mescola una quantità così gigantesca ed eterogenea di arti e di skills commerciali, il tutto finalizzato all’immersione dei visitatori nel mondo straordinario di uno dei registi più visionari del nostro tempo.
Parola di Eufemia.











