Il “tono di voce” è tutto, potremmo dire, iniziando dalla fine. Nel marketing certo, ma anche nella vita e nelle relazioni umane. Sei d’accordo?
Già, perché che tu sia un brand, un’azienda, un partner commerciale o perfino un’agenzia creativa come periskop, identificare un tone of voice definirà la tua identità nel costruire una connessione emotiva con il tuo pubblico. E bada bene, lo farà una volta per tutte.
Come? Non devi far altro che immaginare il tuo cliente come un amico. Attenzione: il tuo migliore amico.
Infatti, esiste un solo modo per costruire nel tempo un efficace legame emotivo con il tuo target: puntare su una comunicazione autentica e un’esperienza coerente in ogni punto di contatto con il cliente. Passiamo in rassegna assieme ancora una volta i momenti del funnel: consapevolezza (il cliente si accorge di te), considerazione (il cliente ti ammette tra le sue preferenze), decisione (il cliente ti sceglie), azione (il cliente acquista un tuo prodotto o servizio) e, infine, fidelizzazione (il cliente è conquistato e si ricorderà di te in un prossimo acquisto).
Lungo tutto il funnel, fino all’atto di decisione di acquisto, il tono di voce è il l’elemento chiave della relazione con il cliente: scegliere un tono amichevole, caldo e autentico aiuta a trasmettere l’idea che tu non sia solo la “tua faccia aziendale”, ma qualcuno con cui il cliente può entrare in relazione.
Quindi non avere paura a comunicare i tuoi valori, mostra la distintività della tua personalità e la tua “proposta unica” in modo chiaro, accessibile e riconoscibile.
Il tone of voice è dunque un elemento fondamentale per differenziarsi in un mercato affollato, favorendo la costruzione di una relazione di fiducia a lungo termine con i consumatori.
Può esserti d’aiuto un esempio? E allora andiamo, inseriamo un po’ di magia nel discorso.
Nel panorama internazionale, Disney rappresenta indubbiamente uno dei brand più capaci di distinguersi per l’utilizzo costante di un tono emotivo autentico e riconoscibile. Come fa? Semplice e complesso allo stesso tempo: Disney inserisce sempre un elemento magico – un twist che rimandi alla magia dell’infanzia – nella sua comunicazione.
E allora guardiamo assieme, in maniera analitica, un fulgido case history della capacità del brand californiano di catturare il target con elementi “magici”: il recente film pubblicitario “The Boy & The Octopus“.
Mini-spoiler: il film è bellissimo e racconta la storia di un ragazzo che instaura un legame speciale con un polipo. Sì, un animale marino. Insieme, i due esplorano l’amicizia, la crescita e la scoperta delle piccole meraviglie del mondo.
Nello spot, Disney adotta un tono di voce che più che emotivo, oseremo dire intimo e incantato. Ti ricordi quando durante l’infanzia (almeno fino alla fine del disincanto che coincide con l’adolescenza) ti trovavi spesso a fantasticare di mondi magici e a sognarli ad occhi aperti reificandoli intorno a te, magari per giorni interi?
Ecco, il film Disney riporta tutti noi alla magia di quei giorni. Sin dai primi istanti, come spettatori siamo immersi in sensazioni di dolcezza e meraviglia, sentimenti dominanti dei primi 10-12 anni della nostra vita.
Ora, proviamo ad andare un po’ più a fondo. Per noi, uno degli aspetti più affascinanti di “The Boy & The Octopus” è il modo in cui il tono di voce della regia sappia mantenere coerente il sottotesto della magia e della fantasia lungo tutto il film. Si sa, Disney è conosciuta per la sua capacità di saper tenere insieme realtà e immaginazione, vita vera e finzione. In questo spot, la scelta del polipo come amico simbolo di esplorazione, avventura e magia diventa un potente strumento di comunicazione.
Nel film di Disney, ancora una volta, vengono evidenziati e mescolati aspetti delicati del reale con la potenza simbolica dell’immaginazione. E ancora una volta ne siamo rapiti, come ormai da oltre cento anni di tradizione. Questo equilibrio permette a Disney di mantenere la propria identità come brand legato alla magia e alla fantasia, un eterno pretesto per veicolare i valori umani di crescita, amicizia e fantasia del cambiamento.
Come fa la produzione Disney a rapire sempre i nostri occhi, le nostre menti e i nostri cuori? Come riesce a farlo ogni volta con distintiva semplicità? Già, perché anche in quest’ultimo spot, Disney propone un messaggio di grandi valori (l’amicizia, su tutti) in maniera indiretta, attraverso una storia fatta di immagini potenti, musica suggestiva e silenzi e sguardi fortemente significativi.

E allora ribadiamolo ancora: la forza del tono di voce sta proprio nel non “urlare” il messaggio, ma nel lasciare che emerga gradualmente attraverso il racconto, una narrazione delicata e immaginifica. Questo approccio consente allo spettatore (cliente) di percepire il messaggio senza che venga imposta una riflessione razionale.
Se sei ancora qui a leggere è perché non vedi l’ora di guardare il film, lo sappiamo. In fondo trovi il link allo spot. Ma prima di lasciarti, vogliamo chiudere dicendoti che “The Boy & The Octopus” di Disney è un chiaro esempio di come il tono di voce, quando utilizzato con consapevolezza e strategia, possa raccontare storie che emozionano, che toccano e ispirano, raggiungendo il cuore dei consumatori.
Ricordati sempre che il marketing non serve solo a vendere un prodotto, ma a ispirare il target guidandolo a vivere una magia che dura nel tempo.
Parola di Eufemia.











