Migliorare l’esperienza della realtà virtuale, aiutare i non vedenti a orientarsi, simulare la texture di prodotti durante lo shopping online, fornire feedback tattile durante visite mediche a distanza o persino permettere ai non udenti di “sentire” la musica. Queste sono solamente alcune delle innumerevoli possibilità offerte dalla cosiddetta tecnologia aptica, ovvero quel settore della ricerca che sviluppa device in grado riprodurre i movimenti delle dita e della mano in corrispondenza di quelli reali, provocando sensazioni appropriate agli elementi toccati.
La maggior parte delle tecnologie aptiche attuali si limita a produrre vibrazioni basilari. Tuttavia, la pelle umana è dotata di sensori molto più sofisticati, in grado di percepire pressione, stiramento, vibrazione e altri stimoli tattili complessi.
Ecco arrivare in nostro soccorso, però, un gruppo di ingegneri della Northwestern University ha sviluppato una nuova tecnologia in grado di replicare queste sensazioni in modo preciso e controllato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science.
Il nuovo dispositivo aptico
Il dispositivo in questione è compatto, leggero e wireless, e si applica direttamente sulla pelle. È in grado di generare una vasta gamma di stimoli tattili – dalla vibrazione alla pressione, fino allo scorrimento e alla torsione – anche in combinazione tra loro e con variazioni di velocità, per offrire una percezione più realistica e articolata del tatto.
Funziona grazie a una piccola batteria ricaricabile e si collega via Bluetooth a visori per realtà virtuale e smartphone. Il suo design efficiente consente di posizionarlo in qualsiasi punto del corpo, di integrarlo con altri attuatori o con dispositivi elettronici indossabili già esistenti.
Il limite dell’aptica tradizionale
Negli ultimi anni, audio e video hanno fatto grandi progressi in termini di realismo e immersione. L’aptica, invece, è rimasta indietro. Secondo J. Edward Colgate, coautore dello studio, “la pelle può essere stirata, compressa, scivolata… e tutto questo può avvenire in modi lenti, veloci, e su superfici ampie come il palmo. Il nuovo attuatore è il primo dispositivo compatto in grado di riprodurre questa varietà di movimenti”.
L’attuatore a libertà totale di movimento
Il cuore dell’innovazione è un attuatore a “piena libertà di movimento” (FOM – Full Freedom of Motion), capace di applicare forze in tutte le direzioni e coinvolgere vari tipi di recettori cutanei, singolarmente o in combinazione. In pratica, può simulare pizzicotti, stiramenti, torsioni, colpetti e compressioni con grande precisione.

Un ponte tra mondo digitale e fisico
Sul lato opposto del dispositivo è presente un accelerometro che ne rileva l’orientamento nello spazio. Questo permette, ad esempio, di adattare il feedback tattile in base alla posizione della mano o alla direzione del movimento. È utile per esplorare ambienti virtuali o “sentire” superfici digitali, come nel caso dello shopping online per tessuti. Ma le potenzialità vanno ben oltre: il sistema può anche convertire suoni in sensazioni tattili. Variando frequenza, intensità e ritmo del feedback, i ricercatori sono riusciti a trasformare la musica in stimoli percepibili sulla pelle, permettendo agli utenti di distinguere persino gli strumenti musicali.
Insomma, questa nuova tecnologia aptica rappresenta un passo decisivo verso un’interazione più realistica tra esseri umani e ambienti digitali. Un futuro in cui il digitale potrà davvero essere “sentito” sulla pelle è sempre più vicino.
Parola di Eufemia.
Io, robot











