In 7 secondi
Tra il 18 e il 24 novembre 2025 l’Hotel Alyko è prossimo a scomparire per sempre. Di quei cinque giorni, per ora, sappiamo pochissimo. Questa puntata racconta dove cercare le immagini mancanti e il giorno in cui quella ricerca, per me e Chicca, è diventata qualcosa di più personale.
di GIOVANNI CERUTTI
Indice del contenuto
(prosegue da: «L’errore di cemento», Puntata 1)
Ti avevo lasciato su un buco. 18 novembre. 24 novembre. In mezzo, cinque giorni che non sappiamo ancora chi abbia guardato.
Adesso ti dico dove cercarli e poi ti porto al giorno in cui quella ricerca, per me e Chicca, ha smesso di essere soltanto una ricerca.
Quei cinque giorni sono la tua ossessione
19, 20, 21, 22 e 23 novembre. Del 2025.
Non sappiamo ancora cosa esista. Ed è precisamente per questo che ti sto lasciando il testimone.
Cerca in greco. Cerca Αλυκό Νάξου insieme a κατεδάφιση, βίντεο, φωτογραφίες, εργασίες, μπουλντόζα. E fallo separatamente per ogni data.
Cerca su Facebook, Instagram, YouTube, TikTok, nelle pagine delle testate locali, nei gruppi di Naxos: Google da solo non basta, perché una parte enorme della memoria quotidiana delle isole greche vive nei social e nelle pagine locali, ed è indicizzata male o non lo è affatto.
Cerca Save the Naxos Beaches, che avevano seguito la vicenda e sono un’altra porta da aprire. Cerca Cyclades Open, Naxos Press, CycladesLive, Cyclades24, Naxos Times — non perché sappiamo che possiedano il film che cerchiamo, ma perché sono nodi della rete che seguiva Alyko mentre spariva.
E prova a scrivere a Eirini Prompona. Non chiederle cosa è successo: lo ha già scritto. Dille che stai cercando di ricostruire visivamente la scomparsa dell’Alyko Hotel e che la sua visita del 24 novembre costituisce uno dei punti cardinali della ricerca. Chiedile se esistono altre fotografie della giornata non pubblicate. Chiedile se realizzò video. Chiedile se qualcuno tra le persone incontrate le mostrò immagini dei giorni precedenti. E soprattutto chiedile se sa indicarti chi fosse presente nel cantiere fra il 18 e il 23 novembre.
Non attribuirle materiale che non sappiamo possieda.
Falle la domanda.

E cerca Amfialos
Il sito dell’impresa è amfialos.com.gr. L’indirizzo è info@amfialos.com.gr. Esiste anche un recapito telefonico pubblicato in directory, ma verificalo prima di utilizzarlo professionalmente.
Qui la domanda dev’essere semplicissima: avete fotografie o video realizzati tra il 18 e il 24 novembre 2025 durante la demolizione dell’ex complesso di Alyko?
Non documenti tecnici. Non relazioni. Non computi metrici.
Immagini.
Anche fotografie da telefono. Anche clip di pochi secondi. Anche materiale mai pubblicato.
Perché ciò che stiamo cercando non è necessariamente il bel documentario girato con il drone. Potrebbe essere un video verticale di diciassette secondi registrato da un operaio mentre cade la parete con uno dei grandi WD — e quel video, per questa storia, potrebbe valere più di cento fotografie professionali.

Poi vai dall’archeologo
Durante i lavori era presente quotidianamente un rappresentante dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi: non sappiamo ancora se abbia fotografato ogni giornata, e non è il caso di presumerlo, ma chiedilo.
Perché sappiamo qualcosa di ancora più importante: si tentò di capire se alcune pareti con i graffiti potessero essere conservate. Non ci riuscirono. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il degrado strutturale era tale che alcune pareti cedevano persino per le vibrazioni dei mezzi.
Quindi, da qualche parte, potrebbe esistere documentazione del momento in cui qualcuno ha guardato quelle opere non più come graffiti sopra un rudere, ma come qualcosa che forse valeva la pena salvare.
Se quelle fotografie esistono, trovale.

Il 27 dicembre alza gli occhi
Più di un mese dopo, abbiamo un altro documento. Cyclades24 vola sopra Alyko con un drone. Il video esiste, dura circa tre minuti e mezzo, ed è pubblicato su YouTube con il titolo «Αλυκό Νάξου – Σε προχωρημένο στάδιο η κατεδάφιση των ημιτελών κτιρίων». La testata pubblica anche fotografie aeree, e almeno una porta nel nome del file qualcosa come DCIM100MEDIADJI_0875.JPG. DJI. Quindi esistono file originali prodotti da quel volo.
Non sappiamo se quel drone abbia volato anche durante la settimana 18–24 novembre: non dirlo, e non pensarlo nemmeno come fatto.
Ma contatta Cyclades24 e chiedi una cosa molto precisa: avete effettuato altri voli su Alyko durante la demolizione, in particolare tra il 18 e il 24 novembre 2025? Se sì, chiedi di vedere tutto. Se no, chiedi chi seguiva il cantiere prima di loro.
È così che si ricostruisce un archivio: una persona porta alla successiva.

E adesso ti porto al 2 agosto 2026
È qui che questa storia smette di essere una ricerca e diventa nostra.
Io e Chicca torniamo ad Alyko. Vogliamo rivedere quel museo a cielo aperto. Abbiamo in mente le pareti. I grandi volti. Le figure. I colori sopra il cemento cotto dal sole. Forse vogliamo semplicemente verificare che sia ancora lì.
Arriviamo.
Maledizione, non c’è più.
Quasi niente. Ci sono solo due ruspe nell’area, lì per le ultime lavorazioni. E l’albergo è scomparso. E con lui il museo.
È una sensazione stranissima. Perché razionalmente sai che è successa una cosa giusta. Quel cemento non avrebbe mai dovuto essere lì. L’area è pubblica, forestale, naturalisticamente preziosa. Per decenni un mostro ha presidiato il paesaggio.
Eppure ti dispiace. Ti dispiace davvero.
Perché l’uomo aveva fatto una cosa sbagliata e altri uomini, senza chiedere permesso a nessuno, erano riusciti a produrre qualcosa di bello sopra quella cosa sbagliata. Non avevano cancellato l’errore. Gli avevano dato un altro significato.
Poi succede qualcosa.
Camminiamo. E cominciamo a vedere ciò che probabilmente avevamo guardato molto meno due anni prima. Il posto. Le spiagge. La sabbia. Le rocce. Il bosco. Il mare.
Alyko.
Il rudere era diventato talmente affascinante da comportarsi come fanno certe campagne di comunicazione troppo riuscite: aveva finito per rubare la scena alla cosa che avrebbe dovuto raccontare.
Ora non c’è più. E la natura torna protagonista. Con l’unica prepotenza tollerabile. Meravigliosamente.

Conserva anche le cose piccole
Abbiamo fotografato una roccia. Sopra c’è scritto: SPIDER SUI.
Non sappiamo chi sia. Non sappiamo con certezza cosa significhi SUI. Potrebbe essere un’indicazione svizzera, potrebbe non esserlo. Non inventare la soluzione solo perché sarebbe bella.
Tienila così: una firma senza biografia, su un sasso, in una piccola spiaggia.
Perché dopo la scomparsa di migliaia di metri quadrati di cemento dipinto, quella scritta sulla pietra assume involontariamente una forza enorme. Non è necessario chiamarla «l’ultima firma». Non sappiamo se lo sia. È semplicemente una firma rimasta. Ed è già abbastanza.
A questo punto dovresti avere capito cosa ti sto lasciando
Non un’inchiesta sulla demolizione. Non una storia della street art. Non una storia giudiziaria. E nemmeno, almeno per ora, un articolo di marketing.
Ti sto lasciando un ciclo.
NATURA → ABUSO → ROVINA → ARTE → MEMORIA → NATURA
La natura viene occupata. L’abuso fallisce. L’abuso diventa rovina. La rovina viene trasformata dall’arte. L’arte produce memoria. La materia viene cancellata. La memoria resta. E la natura ritorna.
Gli archivi, alla fine, non sono cartelle. Sono persone che ricordano altre persone.
È un cerchio quasi troppo perfetto per essere stato progettato e, infatti, non lo è stato.
(continua nella terza puntata: «Perché questa storia?»)
Parola di Eufemia.
On Photography, di Susan Sontag (Picador)
Perché Sontag lo scrive con quarant’anni di anticipo: fotografare qualcosa che sta per sparire non è conservarlo, è dichiarare che sta sparendo. È esattamente il paradosso che regge la caccia ai cinque giorni mancanti — l’idea che un archivio non salvi la cosa fotografata, ma tenga viva la prova che è esistita.
1. «Νάξος: Με εντατικούς ρυθμούς συνεχίζεται η κατεδάφιση των αυθαίρετων κτισμάτων στο Αλυκό» [φωτογραφίες] — Cyclades Open
2. ««Καθημερινή»: Στο προσκήνιο η προστασία του Αλυκού Νάξου» — Cyclades Open, su reportage di Giorgos Lialios / Kathimerini (unica demolizione di abuso in Cicladi e Dodecaneso nel 2025)
3. «Νάξος – Αλυκό: Η κατεδάφιση που άργησε δύο δεκαετίες» — Naxos Times, con dichiarazioni del sindaco Dimitris Lianos
4. «Νάξος: Το Αλυκό αλλάζει σελίδα μετά από 50 χρόνια» — Naxos Press, 27 novembre 2025
5. «Αλυκό Νάξου – Σε προχωρημένο στάδιο η κατεδάφιση των ημιτελών κτιρίων» (εικόνες drone) — Cyclades24, 27 dicembre 2025 — archivio drone
6. Wikimedia Commons — Category: Alyko hotel ruin (archivio fotografico pre-demolizione, per confronto)











