di GIOVANNI CERUTTI
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Che strano. Ci era sembrato di capire che ChatGPT, Gemini e Claude si fossero messe a distribuire delle carte prepagate – un po’ come Amazon e affini – ma dopo averle cercate in lungo e in largo, fisicamente e online, non le abbiamo trovate.
Sarebbe stato un regalo di Natale interessante: immaginavamo quel nonnino tutto pepe divertirsi davanti alla faccia della nipotina all’apertura del pacchetto. Invece no.
Quel cliente che le bramava, per unire il digitale al fisico, non trovando quelle carte ha scelto di distribuire dei codici di attivazione (di Spotify) via e-mail, smaterializzando però la magia del tangibile. Peccato.
Mettiamoci allora l’animo in pace e torniamo a fare quello che a Eufemia riesce meglio: esserti utile e, per farlo, spiegarti quale fra ChatGPT, Gemini e Claude sia l’AI più adatta alle tue esigenze professionali.
Non in assoluto, ma per il tuo caso professionale specifico.
Perché ChatGPT, Gemini e Claude?
Sappiamo che non esistono solo quelle AI, certo, e tante altre ne verranno.
Ma dacci retta: concediti quei pochi minuti che servono per leggere questo articolo e capirai che questa “guida all’acquisto delle AI” non vuole suggerirti la migliore tecnicamente o quella che farà più denaro.
E tanto per non fare i Nostradamus, vogliamo solo dirti quale di quelle potrebbe trasformarsi in una collega vera e propria, fra queste tre intelligentone, allo stato attuale delle cose.
Ah già: visto che fra tre giorni è Natale, dovessi accorgerti di aver dimenticato qualcuno a cui inviare un omaggio, sei a pochi click dall’evitare una figuraccia.
Con queste poche righe riuscirai, fidati, a scegliere l’AI più adatta a quel qualcuno. O a te.

Confrontare per decidere
Il confronto di oggi è fra le versioni “pro” di intelligenze artificiali orizzontali, diciamo generaliste: entità con analoghe interfacce ma con personalità, modi di pensare il lavoro e capacità di assisterti molto differenti.
Non ti parleremo di prestazioni, né le metteremo a gara fra loro, lasceremo che sia tu a riflettere sul personalissimo rapporto che costruirai con l’entità che ti affiancherà.
L’ottima notizia è che ChatGPT, Gemini e Claude non sono come i sistemi operativi, cioè preinstallati.
Qui non subisci decisioni altrui, hai la chance di scegliere liberamente.
La decisione è tua. E dirà qualcosa di te agli altri, in modo immediato, proprio perché è intenzionale: perché hai scelto proprio quella (o quelle) AI?
Significa che puoi decidere come agiresti con i partner in carne e ossa.
Quindi non è in discussione l’uso dell’AI, ma come usarla. E quale.
Caratteristiche fondamentali
Stiamo parlando di risorse che imparano ad assisterti lungo tutte le tue giornate di lavoro.
In cambio, ascoltano, ragionano, codificano, parlano e scrivono.
Tu devi solo capire quale comprende meglio e più velocemente il tuo metodo, non il contrario, e quale ti sottrae meno tempo vitale, eh già.
ChatGPT è quella che arriva sempre preparata e sa fare un po’ di tutto. È difficile che si tiri indietro davanti a una sfida: tiene insieme i pezzi e, forse anche per come siamo stati educati a relazionarci con lei, è quella che sembra capirci meglio. È l’all-rounder per eccellenza: sarà per la reciproca confidenza, ma la apriamo al mattino, la chiudiamo alla sera e il giorno dopo è di nuovo lì, pimpante.
Google Gemini, invece digerisce fogli di calcolo che sembrano mappe catastali di una megalopoli, dataset enormi e documenti chilometrici. Dà il meglio di sé quando c’è una massa critica di dati da gestire, restituendo un approccio più da ingegnere gestionale che da archivista, con un’interazione verso l’utente meno supina delle altre. Interessante.
Claude (di Anthropic) è un’altra storia. Ci appare più silenziosa, più riflessiva, quasi letteraria. È quella che sceglieremmo per scrivere un documento delicato, un testo che pesa – che si tratti di accordo o di contesa – o per smussare i termini di una strategia che deve reggere nel tempo. È la meno rumorosa, possiamo dire, ma dotata di una grande profondità. Notevole.

Dettagli rilevanti
Per scegliere lo strumento giusto, devi guardare al tuo obiettivo.
Non devi sapere qual è la migliore AI, ma capire per cosa la usi.
ChatGPT eccelle quando servono velocità, versatilità e personalizzazione. Custom GPT, plugin, multimodalità: è una piattaforma prima ancora che un modello. Perfetta per chi lavora tra marketing, codice, presentazioni e idee da mettere subito a terra.
Gemini è imbattibile soprattutto se messa alla prova nell’ecosistema Google Workspace. In ogni caso, se il tuo lavoro è fatto di documenti condivisi, analisi, video, immagini e flussi continui di informazioni aggiornate, il tuo archivio potrebbe rivelarsi una miniera di preziosi col suo supporto.
Claude è la scelta naturale quando la scrittura conta davvero. Non solo perché “scrive bene” e con uno stile più umano, ma perché ragiona mentre scrive. Ottima per documentazione tecnica, testi complessi e contesti dove sicurezza ed etica non sono parole di contorno.
Scegliere l’AI giusta
La cosa straordinaria delle AI non è solo la velocità di esecuzione, come non è più così impressionante la capacità di apprendimento degli LLM, quei motori che a partire dalle nostre parole restituiscono ragionamenti sempre più simili a quelli umani.
La cosa ai limiti dell’incredibile- facciamoci pace – è la velocità con cui ripartono da zero su ogni task queste creature. Su qualunque task. Basta resettarne la memoria e lo show ricomincia.
Agiscono senza affaticarsi, senza spazientirsi, senza dietrologie, chiedendoti in cambio poche centinaia di euro all’anno – a Natale 2025 – per macinare terabyte di dati. Macchina 1 – sapiens 0.
E per scegliere bene la tua prossima AI, facendo tesoro di queste considerazioni, ricorda che i numeri dicono molto, ma non tutto, e tieni ben presente che il punto non è tecnico.
Il punto è il tuo mestiere, è il contesto di utilizzo che dovrà guidare la tua scelta.
Fai marketing operativo? Scegli ChatGPT.
Fai ricerca, analisi e produzione dentro Google? Scegli Gemini.
Scrivi, decidi e strutturi strategie? Scegli Claude.
Ti stai chiedendo perché non usarle tutte?
A dirla tutta, sarebbe intelligente consigliarti di usarle tutte e tre, ma anche un po’ facile.
Qui abbiamo voluto fare una cosa diversa: prenderci la responsabilità di suggerirti quale, fra ChatGPT, Gemini e Claude, fa meglio delle altre ciò che serve davvero al tuo mestiere.

Le altre AI
No, non ci siamo dimenticati di Perplexity né delle altre AI orizzontali che oggi fanno ricerca, sintesi e fact-checking con grande efficacia. E nemmeno di quelle verticali o agentiche, pensate per automatizzare flussi, governare processi e diventare pezzi di uno stack tecnologico sempre più sofisticato.
Semplicemente, non è questo l’articolo giusto per parlare di architetture, integrazioni o motori di risposta, perché abbiamo voluto parlarti di colleghi di lavoro.
Perplexity è vero. È formidabile per cercare ed è veloce, precisa, “ben fontata” direbbe un giornalista.
E la versione pro – bel colpo di marketing – è gratuita per un anno per gli utenti PayPal che la sottoscriveranno entro il 31 dicembre 2025, occhio.
Attualmente, Perplexity e gli “agenti” sono altre cose: la prima entrerà in scena quando dovrai trovare una risposta, ai secondi invece affiderai l’esecuzione di attività verticali e specifiche, mentre ChatGPT, Gemini e Claude sono il giusto strumento orizzontale.
Il vero dono dell’AI
Ora hai capito perché riteniamo che un super regalo, per questo Natale, sia un bell’abbonamento all’AI – magari annuale, crepi l’avarizia – perché se l’avrai scelta bene ti regalerà qualcosa di raro: tempo di qualità, da impiegare per pensare, scrivere e decidere meglio.
Ricorda: non esiste l’AI perfetta in assoluto, e la gara fra Sam Altman, Sundar Pichai e Dario Amodei – sia tecnologica che finanziaria – non finirà domani, cerca solo l’AI giusta per il tuo modo di lavorare.
Smetti di cercare il meglio.
E fa’ funzionare ciò che hai. È meglio.
Buon Natale da Eufemia.
The Second Machine Age
Autori: Erik Brynjolfsson, Andrew McAfee
Un classico contemporaneo per capire perché il tema non è la tecnologia, ma il rapporto tra persone, lavoro e macchine intelligenti.











