L’urlo silenzioso della “Generazione Solitudine”
C’è un momento, nel film The Lonely Generation, in cui il brusio di una cerimonia di laurea si dissolve. La voce di uno studente su podio si incrina mentre pronuncia parole che nessuno si aspetta. E così, out of the blue, su quel proscenio il nostro ragazzo ci racconta di come ci si possa sentire invisibili anche tra gli amici, di come il dolore emotivo possa restare muto in mezzo a una festa, una classe, un momento di gioia conviviale. Quel momento, se sei attento, ti spacca dentro.
La nuova campagna di Call me, compagnia telefonica danese del gruppo Telia Company, è un manifesto emotivo e politico sul potere dell’empatia. Prodotta da Holy Ravioli per l’agenzia Brandhouse, The Lonely Generation non si limita a mostrare: mette in discussione.
Quando il brand activism non è una posa, ma una postura
Nel panorama saturo di più o meno autentico “purpose marketing”, nel quale ciascun marchio sembra voler salvare il mondo purché si resti in KPI, Call me propone un’etica diversa: quella del brand activism autentico.
Qui il messaggio non si sovrappone al prodotto, lo trasforma. È ethical marketing che non edulcora il disagio, lo mostra, addirittura lo espone. Il brand si schiera, ma senza usare la fragilità come leva di engagement: la campagna nasce infatti dalla collaborazione con Ventilen, ONG danese che lavora da anni contro la solitudine giovanile.
Come? Con un film di 150 secondi, Call me prosegue il percorso già avviato con Speaking of, la campagna 2024 dedicata al silenzio degli uomini. Ora il discorso si allarga: è una generazione intera a sentirsi sola. Ma solo chi ha il coraggio di dirlo può rompere il silenzio. E il nostro ragazzo dell’inizio dell’articolo di coraggio ne ha da vendere.

Il precedente? Un rasoio che taglia gli stereotipi: la rivoluzione di Billie
Nel panorama del brand activism, anche la campagna “Think of a Woman” di Billie si distingue per il suo approccio audace e innovativo. Diretta da Quinn Whitney Wilson e narrata da Indya Moore, la campagna sfida le convenzioni tradizionali sulla femminilità, invitando il pubblico a riflettere su cosa significhi veramente essere donna. Attraverso una narrazione potente e immagini evocative, Billie promuove un messaggio di inclusività e autenticità, rompendo con gli stereotipi di genere e celebrando la diversità delle esperienze femminili.
Questa campagna non solo promuove i prodotti di Billie, ma rappresenta un impegno concreto verso l’etical marketing, dimostrando come un brand possa utilizzare la propria piattaforma per affrontare questioni sociali rilevanti e promuovere un cambiamento positivo nella società.
L’etica che converte: leggere Kotler per capire il tempo presente
A offrire una cornice teorica solida al lavoro di Call me è Brand activism. Dal purpose all’azione. In questo volume, Kotler e Christian Sarkar spiegano come le aziende debbano iniziare ad agire generando valore oltre la narrazione del brand, come debbano smettere di vendere prodotti per iniziare a coltivare valori.
The Lonely Generation incarna questa prospettiva. Non vende un piano tariffario, ma la possibilità di sentirsi ascoltati. E in un’epoca in cui i brand competono sul terreno dell’identità, è proprio il valore umano a diventare il vero differenziale.
Se vuoi fare marketing che conta, smettila di raccontare favole e inizia a mettere in gioco la tua voce. Il resto? Lo fa la gente, non la pubblicità.
Parola di Eufemia.
Titolo: Brand activism. Dal purpose all’azione
Autore: Philip Kotler, Christian Sarkar
Anno di pubblicazione: 2020
Link Amazon: https://www.amazon.it/Brand-Activism-Dal-purpose-allazione-ebook/dp/B08JVG8LNT











