Certo, soprattutto se andiamo ad analizzare i dati degli ultimi anni, la lotta contro il fumo nel nostro Paese ha ottenuto significati alquanto ragguardevoli, sia per quanto riguarda l’educazione della popolazione che per la riduzione e la prevenzione vera e propria nell’utilizzo di tabacco.
Eppure, come sottolineano dal SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), la strada è ancora tutta in salita: “In Italia, la maggior parte degli adulti tra i 18 e i 69 anni non fuma (59%) o ha smesso di fumare (17%), ma un italiano su quattro (24%) è ancora un fumatore. Ancora oggi causa più vittime dirette di alcol, droga, incidenti stradali, AIDS, omicidi e suicidi combinati. 93.000 morti dirette, il 20,6% di tutti i decessi maschili e il 7,9% di quelli femminili”.
Troppo spesso, però, la discussione pubblica si focalizza e si arena su di una statica e poco fruttifera dicotomia, un classico scontro bianco-nero che rischia di banalizzare, semplificare e conseguentemente vanificare il dialogo e la risoluzione dei problemi (accade, come saprai bene, in fin troppi ambiti della vita di tutti i giorni).
Contro questa visione a volte sterile della società e delle sue problematiche cerca di ergersi, in un certo qual modo, la rinomata compagnia di tabacco Philip Morris, attraverso una delle sue più recenti iniziative. La campagna, intitolata “Sfumature”, potrebbe rappresentare un ottimo esempio di comunicazione efficacie, intesa sia nella sua accezione più ampia e classica di scambio d’idee costruttivo, sia nella sua accezione d’immagine commerciale. “Sfumature”, infatti, tenta di oltrepassare lo scontro senza quartiere fra le due forze agli antipodi del “fumo sì” e “fumo no”, tentando di aprire una terza via. Come leggiamo dal loro programma: “Riteniamo che prevenzione e cessazione siano le strategie fondamentali per la lotta al fumo, ma – guardando anche ai risultati ottenuti in altri Paesi – riconosciamo una terza prospettiva per quei fumatori adulti che hanno già iniziato e che non smettono: il principio di riduzione del rischio”.
Ed è proprio su questo concetto e sugli studi che ruotano attorno alla riduzione del rischio che Philip Morris Italia muove i suoi passi, mirando a promuovere un dibattito inclusivo e costruttivo per affrontare il problema del fumo in Italia. Come sanno bene anche dall’azienda, nonostante negli ultimi 15 anni la percentuale di fumatori sia scesa dal 30% al 24%, un italiano su quattro fuma ancora. Il ritmo del cambiamento è troppo lento: al tasso attuale, ci vorrebbero circa 50 anni per raggiungere una prevalenza di fumatori inferiore al 5%, un obiettivo che molti Paesi europei si sono già prefissati.

Ma come fare? Come viaggiare su questa terza strada della riduzione del rischio? Secondo “Sfumature”, le nuove tecnologie e soluzioni disponibili oggi offrono la possibilità di accelerare l’eliminazione delle sigarette, esplorando approcci innovativi a un problema di lunga data. “Sfumature” invita tutti – fumatori, ex fumatori e non fumatori – a partecipare a questo dibattito. Ogni punto di vista è importante per contribuire a trovare risposte nuove e creare un futuro senza fumo in Italia.
Basti pensare al format chiamato “Face2Face”, inserito attivamente nel progetto di cui sopra. Un ottimo esempio in cui vengono riassunti e mescolati elementi di comunicazione, tecnologia e personalizzazione dell’esperienza. Si tratta di un contenitore digitale ideato proprio per promuovere un confronto costruttivo sul problema del fumo in Italia, raccogliendo e condividendo punti di vista diversi su temi di interesse comune. Un sorta di “miniserie”, uno spaccato sul livello di attenzione e sensibilità degli italiani verso questioni di attualità, compreso il tema del fumo. “Per maturare un’opinione consapevole, è fondamentale considerare tutte le #sfumature” spiegano da Philip Morris Italia.
Siamo consapevoli che, vista la portata del problema, non vi siano soluzioni passepartout né tantomeno incantesimi immediati. Ma siamo altrettanto certi che, più il nodo è difficile da sbrogliare, più risulti un toccasana la buona pratica del dialogo limpido e accettante, coniugato a un ascolto attivo e propositivo.
Parola di Eufemia.











