Grazie anche alle numerose campagne di sensibilizzazione ambientale degli ultimi anni, ormai sempre più persone sono consapevoli sì delle luci, ma anche delle ombre che si celano dietro un mercato globale di gran consumo come quello della moda e dell’abbigliamento. Certe zone più povere e sfortunate del pianeta, come saprai, sono poi più vessate dagli aspetti negativi di questo enorme fenomeno. Ti basti pensare al deserto di Atacama, in Cile, che è ormai diventato una discarica non ufficiale per l’industria della moda, con circa 39.000 tonnellate di abbigliamento – molti dei quali nuovi o quasi nuovi – abbandonati ogni anno. Questo quanto affermano le tristi statistiche. Questa crescente crisi ambientale è principalmente causata dall’eccesso di inventario proveniente dai mercati della cosiddetta fast fashion in Nord America, Europa e Asia.
Le iniziative intelligenti fortunatamente, che uniscono marketing intelligente con un rinnovato approccio ecologico, non scarseggiano. Fra queste troviamo, senza dubbio, Atacama RE-commerce: un’iniziativa innovativa che trasforma la crisi dei rifiuti nell’industria della moda in un’opportunità per i consumatori consapevoli di tutto il mondo. Creata da Artplan, la maggiore agenzia indipendente del Brasile, questa piattaforma consente ai consumatori di acquisire abiti scartati da grandi marchi globali senza alcun costo, pagando solo le spese di spedizione. In sostanza, i clienti contribuiscono al recupero di indumenti abbandonati in uno dei più gravi esempi di spreco dell’industria della moda.

Il processo di riciclo della moda
Il processo operativo prevede una selezione e un restauro accurato degli indumenti. Un team specializzato cura gli articoli, assicurandosi che siano in ottime condizioni prima di pulirli, organizzarli e metterli in vendita sulla piattaforma digitale, alimentata da VTEX.
“Non si tratta solo di e-commerce, ma di RE-commerce. – hanno commentato Rodrigo Almeida e Mariano Gomide, rispettivamente Chief Creative Officer di Artplan e CEO di VTEX – Stiamo dando voce agli oggetti scartati, invitando i consumatori a riflettere più criticamente sui loro modelli di consumo. Ogni pezzo ha un valore, una memoria e il potenziale per una nuova vita. Crediamo che ogni pezzo abbia una storia e uno scopo. La nostra missione è salvare questi oggetti e dare loro una seconda possibilità, sensibilizzando sul consumo eccessivo dell’industria della moda”.
Il successo con i consumatori
L’iniziativa ha avuto un inizio di grande successo: il primo rilascio di prodotti è stato esaurito in meno di cinque ore, con articoli spediti in più di 10 Paesi. Sono previsti ulteriori lanci di prodotti per sostenere la missione della piattaforma. Il progetto collabora con Fashion Revolution Brazil e Desierto Vestido, un’organizzazione no-profit che promuove pratiche di economia circolare nell’industria tessile.
Ci sentiamo, infine, di condividere a pieno titolo le incoraggianti parole pronunciate da Fernanda Simon, direttrice esecutiva di Fashion Revolution Brazil: “Stiamo vivendo un’emergenza climatica, e l’industria della moda deve prendere impegni più forti. Questa iniziativa invita a riflettere sugli impatti dei modelli attuali di produzione, consumo e rifiuti, provocando nuove relazioni con i vestiti”.
Parola di Eufemia.











